

Ad occupare il cuore della Provincia di Foggia, disteso tra il Subappennino Dauno e il Gargano, vi è il Tavoliere delle Puglie, vasta pianura definita il “Granaio d’Italia” per via dell’eccezionale produzione di grano. Il Tavoliere è, infatti, un’ampia distesa pianeggiante interamente, o quasi, destinata alla coltivazione di grano. Capoluogo della Provincia omonima, Foggia sorge al centro del Tavoliere delle Puglie, su un’area totalmente pianeggiante e più bassa rispetto al territorio circostante. Il suo nome deriva dal latino “fovea”, ovvero “fossa”, ma non ad indicare le fosse granarie molto diffuse nel Tavoliere, bensì inteso come “bacino imbrifero”, per sottolineare, probabilmente, la collocazione nei pressi della foce di un ruscello. Le origini di Foggia affondano le radici nel neolitico, quando, intorno al VI millennio a.C., sorse Arpi, insediamento preistorico abitato da individui dediti all’agricoltura e alla pastorizia, grazie, soprattutto, alla fertilità del Tavoliere. Nel corso dei secoli, Foggia ha subito dapprima la dominazione normanna e poi quella degli Aragonesi i quali istituirono la dogana delle pecore, una tassa per i pastori pugliesi che portavano le loro greggi a pascolare in Abruzzo; Foggia, infatti, si trovava in una posizione di centralità lungo il percorso della transumanza. A testimonianza di quel periodo, vi è il bellissimo Palazzo Dogana, edificio costruito nel XVII secolo e destinato, appunto, ad ospitare la dogana delle pecore. In seguito ai duri bombardamenti subiti durante la Seconda Guerra Mondiale, che ridussero Foggia in ginocchio, si provvide a ricostruire la città sulle rovine del vecchio centro storico con frettolosi interventi che, di fatto, hanno modificato e cancellato il vecchio schema architettonico cittadino. Foggia, oggi, è un importante centro economico e politico, legato soprattutto al settore terziario.
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