IL GARGANO: UNA NATURA SELVAGGIA ED INCONTAMINATA TRA MARE E MONTAGNA |
| Promontorio di origine calcarea, il Gargano occupa una superficie di oltre 2.000 Kmq, gettandosi nel mare Adriatico così notevolmente da essere definito lo “sperone d’Italia”. Il territorio del Gargano, racchiuso tra il torrente Candelaro e il delta del fiume Fortore, è molto vario: da zone aride e brulle si passa in luoghi di vegetazione vigorosa dove si trovano i boschi di Monte Spigno, Quarto, Sagro, Rozzo Alto fino alla famosa Foresta Umbra. Nell'entroterra si identificano distintamente poggi calcarei, inghiottitoi, fenomeni carsici quali grotte e doline; lungo la costa, la natura regna incontaminata sia nella parte orientale, torreggiante e frastagliata, sia in quella occidentale, più dolce e prevalentemente sabbiosa. Il versante settentrionale del promontorio del Gargano è cinto dai bacini salmastri di Lesina e Varano nei quali nidificano indisturbati cormorani e uccelli acquatici, integrandosi armoniosamente al paesaggio lacustre. Scegliendo come meta di vacanza il Gargano, protetto in quanto parco nazionale, non potrà non apprezzare i colori e le fragranze che lo caratterizzano ed entusiasmarsi per gli affascinanti e suggestivi paesaggi. Lungo i litorali del Mediterraneo è difficile imbattersi in un altro luogo come il Parco Nazionale del Gargano in grado di racchiudere su una superficie relativamente piccola tanta biodiversità. Ci si trova dinanzi ad un microsmo, una vera isola biologica. In questo angolo di Adriatico è possibile percorrere in un giorno un excursus comprendente l’intera natura del bacino del Mediterraneo incrociando in pochissimi chilometri gli habitat più diversi. Il Parco Nazionale del Gargano si sviluppa su 121.118 ettari, all’interno dei quali da fitte foreste si passa alla macchia mediterranea, da imponenti altipiani carsici a ripide falesie sul mare, punteggiate da fantastiche grotte, da erte e boscose valli che discendono verso il mare alle lagune costiere di Lesina e Varano o alle Paludi di Federico II. Partecipano al lustro del Parco Nazionale del Gargano anche le quattro Isole Tremiti, ingemmate in un mare cristallino e ricche di grotte. Ognuno ambiente del parco si contraddistingue per una flora molto varia e particolare – si contano più di 2.200 specie botaniche, che rappresentano circa il 35% dell'intera flora nazionale – dovuta a condizioni climatiche particolari e a venti settentrionali che, ricchi di umidità, scaricano sul promontorio circa 1300 mm. di acqua sotto forma di pioggia. Ciò consente lo sviluppo di un microclima molto particolare in cui alcune essenze vegetali possono vivere in condizioni non riscontrabili in nessuna altra parte d'Italia e del mondo: faggete all'interno e sul versante settentrionale, pinete di pino d'Aleppo lungo i litorali, estese superfici di macchia mediterranea, il tutto alternato a querceti in cui abbondano cerri e lecci e da boschi misti di ornelli, frassini, olmi, agrifogli, castagni, aceri, querce e faggi. In alcuni angoli del Gargano molto particolari vegetano tassi, faggi e pini d'Aleppo di dimensioni e età incredibili. Il sottobosco, poi, è popolato da numerose essenze: felci, rovi, rose canine, ciclamini, funghi eduli e velenosi. Nelle radure, fra i fichi d'india, e nelle zone steppose fioriscono le orchidee selvatiche, che all'interno del Parco Nazionale del Gargano sono presenti con circa 85 specie, rendendolo la località più ricca d'Europa. Sui pendii soleggiati germogliano con rigoglio olivastri, perastri, melastri, biancospini circondati da diversi cespugli di lentisco, ginepro, timo, rovi, fichi d'india ed un albero bellissimo, il carrubo, detto "l'albero dei diavolo". Nella zona pedemontana del Gargano la vegetazione muta in steppa ricca di fichi d'india, asfodeli, ferule, euforbie, iris e un fungo molto particolare quale il Pleurotus eringi. La steppe risulta intervallata da oliveti, mandorleti, vigneti e campi biondeggianti di messi. Altri ambienti specifici sono le zone paludose di Frattarolo e dell’Oasi di lago Salso – le "Paludi di Federico II" dove regnano la cannuccia palustre, la tifa, l'eucaliptus, il giglio d'acqua, salicornie, giunchi, tamerici – e le lagune costiere di Lesina e Varano, caratterizzate da un bosco intralitorale che confinato sulla sottile lingua di sabbia che li divide dal mare ed in cui prospera il Cisto di clusio. Altri boschi di sommo interesse naturalistico sono quelli di Monte Sant'Angelo (4.000 ettari), di Monte Sacro, presso Mattinata, e di Spina Pulci (900 ettari), tra Sannicandro Garganico e Cagnano Varano. Sulle coste domina invece il pino d'Aleppo: circa 7.000 ettari alternati alla macchia mediterranea, ricca di lentisco, firillea, erica multiflora e corbezzolo. Il Gargano è considerato un’isola biologica in quanto la parte più alta ed impervia del promontorio è rimasta isolata per un lunghissimo periodo preistorico. Da ciò derivano fenomeni come l’endemismo ed il macrosomatismo. In queste aree, infatti, è possibile analizzare il fenomeno del macrosomatismo, ossia la crescita esagerata delle specie vegetali, imbattendosi in esemplari di pini d'Aleppo, faggi, lecci e tassi di dimensioni monumentali. Da segnalare il carrubo di 13 metri di circonferenza nel Parco di Pugnochiuso, nel territorio di Vieste, ed il leccio, alto 17 metri e con 5 di diametro, presso il Convento dei Cappuccini a Vico Gargano. Da menzionare altresì la presenza di endemismi famosi quali la campanula garganica, la scabiosa Dallaporta, il citiso, la santoreggia, l’inula candida, il Cisto di Clusio, rinvenibile sulle dune di Lesina, il fiordaliso delle Tremiti, presente solo sulle isole, l’erba ghiacciola che vive sulle rupi marittime e sulle spiagge di Vieste. |